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INTRODUZIONE
C’era una volta... già, si comincia sempre in questo modo per
raccontare qualcosa di bello che un tempo c’era e ora non c’è più.
Questo sito vuole, in un certo senso, raccontare esperienze di lavori
ormai quasi del tutto desueti. Il lavoro a maglia, nel senso attuale
della parola si riconduce alla esecuzione di maglie, sciarpe, gonne e
vestiti, eseguiti con ferri corti di plastica, se non addirittura con
macchine ad aghi, dove si impostano i punti e poi si “tesse”,
letteralmente, il capo che si vuole realizzare. Ci si può quindi
sbizzarrire con la fantasia e creare punti complicatissimi, ma i capi
risultano talvolta spessi e pesanti.
Quando ero una ragazzina vedevo mia nonna lavorare, oltre che con i
ferri corti, con certi ferri molto lunghi e di diverso diametro, tutti
rigorosamente in legno. Lei li usava per fare delle copertine, che poi
noi portavamo in campeggio, utilizzando tutti gli avanzi dei precedenti
lavori. Ne risultava un insieme di righe multicolori, caldissime e
leggerissime, utilissime perché, se in tenda faceva freddo, si potevano
mettere all’interno del sacco a pelo.
Io imparavo da lei i rudimenti di questa arte molto antica e non sapevo
che questa sua lavorazione fosse ormai usata da poche persone, mentre
erano di gran moda le coperte fatte a quadretti con l’uncinetto, stile
“old america”.
Quando lei venne a mancare, io ereditai i suoi ferri che ho conservato
gelosamente per tutti questi anni. Gli anni sono trascorsi tra lavoro,
problemi familiari e tutto quanto accade a tutte le persone che si
trovano al mondo. Poi, piano piano, mi è tornata la voglia di cimentarmi
nuovamente nel lavoro a maglia. Si ha un bel dire, ma quando una cosa si
è imparata da piccoli torna sempre alla mente.
Così, un bel giorno, riprendendo i ferri in mano, tutto mi tornò
naturale e facile. Scoprii allora che con i ferri di legno si potevano
eseguire anche altri lavori: coperte grandi quanto il letto, scialli,
stole, sciarpe... tutto senza cuciture, in un unico pezzo.Quasi per gioco mostrai i miei lavori agli amici ed ebbi subito delle
ordinazioni “su misura” e cominciai l’avventura che mi porta ora ad
aprire questo sito.
Inoltre, trascorrendo molto tempo in Lunigiana ho avuto modo di mettermi
in contatto con il Consorzio dell’Agnello di Zeri, che ha riportato su
questi monti l’allevamento di ovini destinati alla macellazione, mentre
la loro lana è sempre stata considerata di poco pregio (per maggiori
informazioni tercana@libero.it). Attualmente viene usata per tessere al
telaio tappeti, una stoffa particolare, che in zona viene chiamata
“mezzatela”, ottenuta lavorando la lana insieme a un filo di cotone,
oppure piccole bamboline colorate. Ma le persone più avanti con gli anni
confezionano ancora calze di antica tradizione.
Ho provato d’istinto a lavorare questa lana, che ha la caratteristica di
essere piuttosto ispida e pungente, insieme a lane tradizionali di
diverse qualità, utilizzando i ferri di legno. Il risultato è stato un
prodotto leggerissimo, caldissimo e sofficissimo, che mi è valso gli
elogi della Presidente del Consorzio e di altre socie.
Certo, questo lavoro è molto più lungo di quello consueto e anche più
faticoso, perché si arriva a lavorare per una larghezza di circa un
metro e mezzo ed una lunghezza indefinita (dipende dalle esigenze di chi
richiede il lavoro e dalla pazienza di chi lo esegue). Però, se piace,
si ha la certezza di avere un “pezzo unico”, perché ogni abbinamento è
frutto della mia fantasia e della disponibilità e della quantità delle
lane.
Questa in breve è la storia.
Antonella |